Biografie sintetiche di alcuni anarchici modenesi

Pietro Bergonzini

Pietro Bergonzini nasce a Modena il 20 febbraio 1883 da Ferdinando e Rosa Cavazzuti, fabbro. Emigra in Francia in data imprecisata. Iscritto alla Rubrica di Frontiera e al Bollettino delle Ricerche per arresto. E’ attivo a Lione come “controuleur de la Maison du Peuple”. Partecipa negli anni Dieci alla preparazione dello sciopero dei ferrovieri ed è accusato dal Console di Lione di “fare parte di un gruppo segreto per intimorire a mezzo bombe”. Espulso nel 1912 e nel 1915 per propaganda in favore della pace. Provvedimenti ritirati per la intercessione di alcuni deputati. Nel 1915 chiede di venire in Italia perché richiamato, ma fugge a Barcellona ed è quindi condannato in contumacia dal Tribunale di Torino a 4 anni di carcere per “diserzione e complotto ed alienazione di effetti militari e di armamenti”. La Prefettura di Modena in data 13.6.1936 scrive che egli ha aperto una officina in Spagna a Calle Consejo di Cilento. Nel 1931 risulta tesserato alla Federazione Anarchica Iberica e frequenta i suoi dirigenti. “Colonna Italiana” lo include fra i combattenti anarchici della colonna italiana in Spagna. Il 28 settembre 1939 viene tradotto da Barcellona a Genova e da qui a Torino dove subisce il processo per il reato di “diserzione”, ma viene poi prosciolto per avvenuta prescrizione dell’azione penale. Nell’aprile del 1940 ritorna Spagna dove ha lasciato la famiglia e l’officina. Non si hanno più notizie.
 
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